<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968</id><updated>2011-04-21T16:26:13.075-07:00</updated><title type='text'>Da Casablanca con furore</title><subtitle type='html'>A spasso lungo il Mediterraneo, tra dune di sabbia e cemento, onde di mare, datteri e menta, asini, internet point e minareti, smog, coca cola e cardamomo, in cerca di appunti per un quaderno di viaggi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>23</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116744250567881627</id><published>2006-12-29T17:17:00.000-08:00</published><updated>2006-12-29T17:35:05.696-08:00</updated><title type='text'>L'anno che verrà</title><content type='html'>Cara Befana, non ho mai creduto a Babbo natale e questo dovrebbe valere un credito per i desideri delle mie calze... per l'anno che viene vorrei il ricettario di Antonella Clerici e un tritaverdure dinamico con tutte le formine per gli antipasti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è nata mia nipote Arianna. Sono diventato zio!!! E' la prima volta... in realtà la famiglia non sa che sono lo zio, ma - come per le potenze e i logaritmi - ci si può adottare anche all'inverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono anche tornato in Italia, Toscana...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;indi per cui ratto salgo d'este verti et irte alture de la di Nievol valle, serco del di Lucca granducato salutando armato et adornato, imprimatur maleamato del finale di cotale speditione in ter d'arabia. Havvi trovato diletto et ardore di continue dipartite verso lo che fieran. Ma d'ogne transumanza savvi dacché fummo del creato parte, già mai fia viaggio a termine concluso, giacché sempre ripartire suole l'estro d'ogne esploratore, servo del di ognun curioso spirto. Et allora buon continuazione, passo dopo passo, tra contadi della fantasia et borghi del reame in groppa al ronzinante ciuco del racconto, che fido segue i passi del di lui scudiero la curiosità&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116744250567881627?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116744250567881627/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116744250567881627' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116744250567881627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116744250567881627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/lanno-che-verr.html' title='L&apos;anno che verrà'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116690431175665274</id><published>2006-12-23T11:39:00.000-08:00</published><updated>2006-12-23T12:05:11.786-08:00</updated><title type='text'>La lingua batte...</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/128773/spazzolino-da-denti.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/121818/spazzolino-da-denti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;...dove il dente duole... Dopo settantasette giorni di viaggio, carne di cammello, tagin, té alla menta,  cus cus in salsa agrodolce di agnello, latte di capra, gateau, polenta di pesce di mare, datteri, shawarma, kebab, döner, cocomeri, mandorle, arachidi e girasoli, pani di sesamo, cappuccini, spaghetti, zaziki e cetrioli... ha ceduto... Alle ore 20:37 del 23 dicembre 2006 il molare sinistro numero 3,  compagno Vito per gli amici canini, é improvvisamente mancato. Ne danno notizia le due arcate dentarie sinistre, la lingua, e il palato tutto. Estremo rancore ha dichiarato lo spazzolino, che da cinque anni lo frequentava almeno una volta la settimana...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vito era stato otturato nel settembre 2001,  al ritorno da un viaggio in Tanzania, allorquando un trattamento di profilassi antimalarica a base di Lariam provoco' l'indebolimento dello smalto di tutta la dentiera e l'immediato aggravarsi delle carie di 9 denti,  otturati in due settimane con estremo gaudio del mio dentista. Vito non aveva mai accettato il suo nuovo profilo piombato. Se ne é andato in silenzio. Mentre sgranocchiavo la testa di un osso di pollo lottando con le fibre dell'avicolo midollo il palato ha vibrato... Crock... Giubilo per la vittoria del primo &lt;em&gt;round&lt;/em&gt; sul cadavere del volatile... Insistente lavoro di mascella... Crack... Sublime piacere gustando i succhi scheletrici del bipede ruspante... Istinto carnivoro... Ahi... Sangue... Granelli di cemento e una pallina di ferro, che prontamente riesco a piazzare sul mercato nero dei piombini per la pesca a fondo, un gioco da ragazzi in una citta' di mare come Izmir...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento gonfio. İnızio a perdere il controllo sulle smorfie della mia faccia. Temo che domani ad Istanbul faro' una pessima figura con i miei ultimi interlocutori. Gli ultimi perché il 27 ho prenotato il biglietto di ritorno. Ve lo consiglio per le prossime vacanze. Istanbul - Milano 54 euro tutto compreso. Si attera a Bergamo pero'. La compagnia é una &lt;em&gt;low cost&lt;/em&gt; emergente. Si chiama "&lt;em&gt;Meno paghi prima atterri&lt;/em&gt;",  che in inglese si abbrevia &lt;em&gt;Myair.com&lt;/em&gt;. Buone feste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui in Turchia a Natale si lavora come tutti gli altri lunedi'. Pero' ci sono le lucine sulle palme perché il primo dell'anno é bisboccia. E ci sono anche i semafori con i secondi come a Melilla... Roba da pazzi. Un saluto di mare e di freddo... siamo a zero, di ghiaccio e di vento...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116690431175665274?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116690431175665274/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116690431175665274' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116690431175665274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116690431175665274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/la-lingua-batte.html' title='La lingua batte...'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116677921377674010</id><published>2006-12-22T00:58:00.000-08:00</published><updated>2006-12-23T12:13:49.820-08:00</updated><title type='text'>Mamma li turchi!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/182018/istanb.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/45966/istanb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si dice sempre che i turchi sono gente sporca. Cosı' quando ieri sull'autobus da Istanbul a Izmir il cameriere in camicia e papillon mi si e' presentato con una boccia di profumo mi sono fatto delle domande. Dopo aver escluso che fosse un modo gentile per farmi notare che era il caso di cambiare deodorante - visto che intingeva le salviette di profumo per tutti i passeggeri - e dopo aver scartato l'idea di aver preso un bus di lusso - 15 euro per 1.000 chilometri - ho trovato la soluzione al dilemma. I turchi sono un'invenzione. Un po' come gli italiani insomma. Basta guardare i minareti cinquecenteschi di questa moschea nella foto: evidente copia di razzo lancia missili americano degli anni Ottanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro che globalizzazione... prima dell'epoca dei permessi di soggiorno la gente si che viaggiava e la Turchia e' la prova provata di quanto siamo tutti insalate miste. A partire dal 6.250 su per l'Anatolia scorrazzano cani e porci: gli assiri e gli ittiti e poi e greci e la guerra di Troia e poi i frigi e cimmeri, mesi e lidi, e carii, urartei e persiani... finche' il buon Alessandro Magno fa piazza pulita e riporta la regione sotto il dominio macedone. Di Alessandro rimane solo il Magno Magno... cosi' i suoi generali gelosi si fanno la guerra e fondano il Regno di Pergamon in Egeo, il Regno dei Ponti nella regione del Mar Nero. Ereditando il regno di Pergamo, Roma mette lo zampino in Asia. E' la sua prima volta. I romani rinominano il continente Ah si! nel 133 a.C.: Efeso ne diventa il capoluogo mentre Antiochia (Antakya), Cesarea (Kayseri) e Pergamo (Bergama) sono metropoli potenti e famose in tutto il mondo di allora. A Istanbul che allora si chiama Costantinopoli l'imperatore Costantino - detto anche er furbetto der quartierino - si converte al Cristianesimo ma gli porta male. Sessant'anni dopo nel 395 l'Impero si divide e Costantinopoli diventa Bizantium - capitale dell'Impero Bisantino e cosı' sara' fino al XV. secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel VII sec. gli Arabi attaccano a Costantinopoli per la prima volta, poi finalmente compaiono i Turchi Selgiuchidi - provenienti dalle regioni asiatiche al seguito della discesa dei mongoli. Intanto nel 1301 Osman I fonda l’Impero Ottomano che, nel 1453, conquisterà Costantinopoli e poi, via via, la Siria, L’Egitto, i Balcani, l’Iraq, l’Ungheria e il Mar Mediterraneo diventando uno degli imperi più vasti di tutti i tempi estendendosi dalla Russia all’Algeria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Impero Ottomano durerà 5 secoli e subirà la sconfitta definitiva con la I Guerra mondiale. Nel 1919 scoppia la Guerra d’Indipendenza guidata dal generale Mustafa Kemal, il quale nel 1923, proclama la Repubblica con capitale Ankara. Kemal, che il Parlamento chiamerà Ataturk (padre dei turchi) occidentalizza il paese: abolisce la poligamia, dà il diritto di voto alle donne, abolisce l’Islam quale religione di stato, introduce l’uso dell’alfabeto latino. E fa fuori un milione e mezzo di armeni... ma questo é un dettaglio...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116677921377674010?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116677921377674010/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116677921377674010' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116677921377674010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116677921377674010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/mamma-li-turchi_22.html' title='Mamma li turchi!'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116677740434038231</id><published>2006-12-22T00:33:00.000-08:00</published><updated>2006-12-22T00:50:04.346-08:00</updated><title type='text'>Giochi d'azzardo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/223305/figure-game-mines.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/493802/figure-game-mines.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Campo minato. Regole del gioco. Si clicca assolutamente a caso sulla prima casella. Se si ha fortuna non e' una mina ma un numero. Il numero indica quante delle otto caselle intorno alla nostra cella contengono una mina. Combinando le possibilita' dei numeri sulle diverse caselle si individuano le mine e ci si mette una bandierina cliccandoci sopra con il tasto destro del &lt;em&gt;mouse&lt;/em&gt;. Vınce chi trova tutte le mine. Se invece si clicca su una mina la partita e' finita. Per cominciare di nuovo F10 e Nuova partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche lungo il fiume Evros al confine tra la Tracia greca e la Turchia si puo' giocare ai campi minati. Pero' chi perde non puo' cliccare su nessun Reset. E per ricominciare nel migliore dei casi servono due gambe nuove. C'e' poi da dire che spesso chi gioca non sa nemmeno le regole perche' di notte i cartelli non si leggono. Dopo tutto perche' qualcuno dovrebbe attraversare un campo minato sotto la neve attraversando una gola di chilometri di oscurita'? Siamo davvero una specie evoluta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116677740434038231?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116677740434038231/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116677740434038231' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116677740434038231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116677740434038231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/giochi-dazzardo.html' title='Giochi d&apos;azzardo'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116636549550876853</id><published>2006-12-17T05:48:00.000-08:00</published><updated>2006-12-17T06:24:55.553-08:00</updated><title type='text'>La puzza sotto il naso</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/290637/deo.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/27215/deo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo. Sette e trentacinque di una mattina appannata dopo la bella serata con gli amici alla Vucciria. Con il solito prurito sulle palme delle mani mi avvicino ai &lt;em&gt;metal detectors&lt;/em&gt; dei controlli per l'imbarco. Volo su Napoli. Alle due signore avanti a me e' chiesto gentilmente di togliersi le scarpe e farle passare sul rullo per fotografarne il contenuto, io mi giro a destra e sinistra mordendomi la lingua fino a causare delle lacerazioni della mucosa, per evitare di dire spropositi, mentre il prurito arriva fino alle dita e vien voglia di prendere a schiaffi il primo che passa. E' una vecchietta sulla settantina. Decido di aspettare il secondo. Mi intanto e' il mio turno, la divisa mi chiama al controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tolgo tutto quello che di metallico puo' suonare al varco, riproponendomi di dare una pedata al commilitone se prova a perquisirmi. Silenzio. L'ingrato &lt;em&gt;metal detector&lt;/em&gt; non strilla e io impassibile per non mostrare la personalissima soddisfazione prendo lo zaino e me ne vado. Dopo pochi secondi pero' il brigadiere mi chiama. Ho dimenticato di far vedere il biglietto. Mostro anche il passaporto per sicurezza. Non apro bocca per non dargli soddisfazione. Giro i tacchi di nuovo, ma quello mi chiama di nuovo, stavolta per nome: Del Grande! mi interroga. Lo zaino, sul tavolo. La collega intanto copre con lo smalto nero delle unghie lunghe un sorriso malefico. La fulmino con uno sguardo addormentato, mentre penso al caffe' che ho dimenticato di prendere. A questo punto l'addetto ai controlli mi chiede di aprire lo zaino. Alzo il pugno con fare minaccioso. Mi spiega il problema: Del Grande e' inutile nascondere, lei ha dello shampoo nello zaino, i nostri &lt;em&gt;detectors&lt;/em&gt; li hanno visti. Ce li consegni seduta stante e non correra' problemi. Il prurito sale fino alle ascelle. Apro la cerniera e getto in braccio al maresciallo Rocca la mia borsetta del bagno. Nel gesto atletico escono dalla valigia anche un paio di calzini di spugna con cui ho affrontato le ultime due settimane in Tunisia. Rocca continua a parlare, e' talmente eccitato dalla sua scoperta, che non si e' accorto della biancheria usata che gli pende dai capelli a spazzola ricoperti di gelatina. Mi punta contro la bomboletta del deodorante spray alle mandorle dolci, comprato a Trapani due giorni prima tanto per cambiare aria. Centocinquanta, dice. E lo ripete - centocinquanta - mentre si avvicina un po' gobbo e con fare minaccioso. Inizio a pensare come contrattare 150 euro che non sono disposto a pagare in nessun caso, ma quello mi blocca: millilitri! Ha un attacco di panico. Corre avanti e indietro gridando centocinquanta millilitri. La collega mi guarda e continua a ridere. Intanto tutti gli altri passeggeri sono sull'aereo e gli altoparlanti mi pregano di imbarcare. Rocca si riprende da un attacco epilettico sopravvenuto nel frattempo mi guarda e getta il mio deodorante nel bidone della spazzatura asciugandosi il sudore dalla fronte. Un affronto che non accetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con solerzia mi avvicino al secchio senza staccare lo sguardo da Rocca. Mi infilo, tolgo lo sguardo dal maresciallo dopo aver battuto la fronte nel coperchio di metallo sollevato del bidone, e inizio a cercare tra fazzolettini di carta usati e bucce di arachidi. Inizia una franca litigata. Rocca sostiene che il deodorante e' infiammabile e si puo' trasportare solo se in contenitori inferiori a 100 ml. Propongo di spruzzare il gas in eccesso deodorando le ascelle di tutti i passeggeri del volo. Non basta. Anche se il contenitore fosse vuoto - insiste Rocca - non puo' imbarcarlo, lo licenzierebbero. Faccio notare al controllore l'assoluta inutilita' del suo servizio e della sua presenza. Signorsi', lo so, risponde stirandosi in un saluto militare. Non c'e' niente da fare. Non accettando di cestinare il deodorante torno al &lt;em&gt;check in&lt;/em&gt; per imbarcare lo zaino e proseguire senza bagaglio a mano. A volte anche un deodorante puo' salvare la vita, mi dice l'&lt;em&gt;hostess&lt;/em&gt; premurosa. Sospiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna che almeno l'aeroporto di Atene va con i pannelli solari, e hanno gia' risparmiato 18.167 kg di anidride carbonica emessa nell'atmosfera da quando e' attivo. E poi vedere le scale mobili con la fotocellula e la collina dell'Acropoli fanno dimenticare anche la puzza sotto il naso dei nostri giorni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116636549550876853?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116636549550876853/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116636549550876853' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116636549550876853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116636549550876853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/la-puzza-sotto-il-naso.html' title='La puzza sotto il naso'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116625889146956960</id><published>2006-12-16T00:31:00.000-08:00</published><updated>2006-12-16T00:54:34.190-08:00</updated><title type='text'>Magna grecia</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/96623/tempio_di_ercole.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/877918/tempio_di_ercole.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Lasciata la Tunisia, sulle tracce di Annibale mi reco sulle rovine di Akragas, città fondata nel 580 avanti Cristo dai Rodii presso il fiume che poi diede il nome alla citta'. Il sito fu prescelto grazie alla presenza di campi fertili e la prossimita' della collina dell'Acropoli e a quella della Rupe Atenea. Con l'avvento dei Cartaginesi e delle loro lotte di conquista però, Akragas fu assediata ed incendiata nel 406 avanti Cristo. Dopo tanto casino alla fine, come spesso succede, le due città si allearono. E come ancora più spesso succede, tra due litiganti il terzo gode. Nel 210 infatti nelle prime fasi delle famose guerre puniche, i Romani opposti a Cartagine conquistarono Akragas e la ribattezarono col nome di Agrigentum. Sicilia bedda. In seguito la città è conquistata dagli Arabi nell'828, e conosce una nuova ventata di cultura e quattrini, fino all'arrivo dal nord europa dei Normanni nel 1087, che portarono in Sicilia i capelli biondi e gli occhi azzurri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla via della Grecia, parto domani per Atene, mi sembrava doveroso far tappa, dopo un traghetto da Tunisi a Trapani, visitare le rovine della Magna Grecia, in una terra dove di greco c'è rimasto solo il Magna, romanizzato però: magna magna!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consigli per gli acquisti. Per chi non lo sa andare in Tunisia costa solo una sessantina di euro andata e ritorno da Trapani o Palermo in nave. Modiche cifre anche da Civitavecchia e Genova. E per la Grecia ci sono voli bazza della Air One da Palermo via Napoli e della Egean airlines da Roma a meno di cento euro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116625889146956960?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116625889146956960/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116625889146956960' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116625889146956960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116625889146956960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/magna-grecia.html' title='Magna grecia'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116625786951193620</id><published>2006-12-16T00:12:00.000-08:00</published><updated>2006-12-16T00:31:09.530-08:00</updated><title type='text'>Memoria di plastica</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/278444/plastic.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/565273/plastic.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Avete mai consegnato alle acque del mare un messaggio segreto in bottiglia? Oppure semplicemente buttato dal finestrino dell'auto lungo l'autostrada cocci di vetro, buste di plastica e lattine di coca cola? In un caso o nell'altro, siatene certi, prima o poi le correnti gravitazionali e le alte maree le porteranno via canale di sicilia nel mar libico e quindi nella baia di Zarzis, a sud dell'isola di Djerba, nota meta turistica tunisina. Mohsen Lihidheb si occupa da ben 12 anni di raccogliere tutte le zozzerie che sporcano il mare e le spiagge. Le sceglie accuratemente e ci costruisce opere d'arte postmoderne, nelle spiagge, nel mare o nel giardino di casa... C'è la casa di Robinson Crusoe, l'aeroplano di Saint Exupery, l'Undici settembre, il Primo maggio, l'homo sapiens, il discorso di Aristotele, il maestro delfino, Mamadou. Mohsen è il custode del mare e della sua memoria, ed è il pazzo del villaggio a Zarzis... Ogni sera al tramonto, dopo il lavoro alle Poste, parte con la macchina scegliendo a caso uno dei 150 chilometri di costa tra Djerba e la Libia. Poi si spoglia, e canta estatico parlando al suo mare e ai suoi dei ad alta voce. Chi lo incontra sudato trascinare sacchi di bottiglie di plastica, tavole da surf, testuggini, crani di delfini e spugne di solito scappa. Eppure Mohsen riesce a scovare nella materia di scarto messaggi di bellezza e con estrema fantasia ricostruire opere inimmaginate e inimmaginabili, che danno nuovo colore alla plastica, alla gomma e alla ruggine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2000 è entrato nel guinnes dei primati con 28.160 bottiglie nel suo Sea memory collection museum, oggi dice di averne quasi 300.000. Tra queste 46 contenevano messaggi. La maggior parte saluti al mare e divinazioni inviate da Capo passero a Porto Empedocle, in Sicilia. Lui di solito risponde con un'altra bottiglia. Ma serve aspettare le correnti propizie, perchè risalire il Canale è difficile impresa. Lo sanno bene i ragazzi che tentano la fortuna verso l'Italia su piccole imbarcazioni all'avventura. Negli ultimi quattro anni Mohsen ha trovato 6 corpi di giovani Mamadou e oltre 100 paia di scarpe, maglie di tuta e blue jeans. "Una volta nella scarpa c'era ancora il piede!!!" - scoppia a ridere Mohsen. Non ci resta che ridere, alla memoria sopravviverà solo la plastica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116625786951193620?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116625786951193620/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116625786951193620' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116625786951193620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116625786951193620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/memoria-di-plastica.html' title='Memoria di plastica'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116560913678640354</id><published>2006-12-08T12:01:00.000-08:00</published><updated>2006-12-08T12:18:56.950-08:00</updated><title type='text'>دونية عندك الدوني</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/657720/dunia.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/37754/dunia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dimenticavo. Altro film da vedere. &lt;a href="http://www.dunia-lefilm.com"&gt;Dunia&lt;/a&gt;. Scuola egiziana. Bellissima la protagonista Hanan Al Turk e bravissima la regista Jocelyne Saab. Musica e danza del ventre, poesia ed erotica, desiderio e piacere, in un Paese spaventato e stretto nella morsa di tradizioni e tabù. Bambine escisse e professori di letteratura perseguitati. Donne dagli occhi grandi, innamorate dell'amore, resistono con sensualità e bellezza alla censura della vita, attingendo alle fonti di quella stessa cultura, quella della letteratura araba, manipolata da un pugno di preti fino a negarne la propria grandezza. SCARICARE!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Une fable sociale, mais surtout sensuelleAvec son sujet grave (l'excision) et son contexte particulier (l'Egypte qui interdit Les Mille et Une Nuits pour pornographie), on s'attend à une chronique sociale édifiante. Pas ici, où l'excision est d'abord métaphorique. Entre cette jeune femme dépossédée de son corps, ce prof de littérature tabassé pour avoir affirmé l'importance de l'érotisme dans la littérature arabe, et ces Égyptiennes étouffées par la tradition, Dunia dénonce unee société qui, par conformisme ou par peur, se replie sur des tabous. Loin des ditactismes du film à thèse, Jocelyne Saab film son héroïne avec une grâce et une musicalité sensuelle. Le corps de cette femme-enfant qui s'achète un mirroir et danse comme une reine devient vite un symbole de résistance qui vaut tous les discours.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cinéaste suit son chemin de croix avec une langueur délicate, mais n'oublie jamais d'être incisive: doublement politique, son film remet en cause la répression du plaisir et l'enfermement de la féminité dans les sociétés arabes, tout en nous ouvrant les yeux sur la richesse d'une culture trop facilement réduite à sess expressions intégristes. Il faut voir les scènes de sexe filmées avec un naturel voluptueux, ces plans fiévreux qui fixent des sensations diffuses et brûlantes, et ces corps cadenassés par l'intégrisme mais rongés par l'urgence sensuelle. C'est le moment de mentionnerla sublime Hanan Turk, poème de force et de vulnérabilité, éblouissante lorsqu'elle entrouvre les cuisses pour renaître. Dunia lui doit ses paradoxes, sa grâce et sa fragilité lascive.Gaël Golhen, Première, France&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116560913678640354?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116560913678640354/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116560913678640354' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116560913678640354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116560913678640354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/blog-post.html' title='دونية عندك الدوني'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116560717002536643</id><published>2006-12-08T11:14:00.000-08:00</published><updated>2006-12-08T11:46:10.090-08:00</updated><title type='text'>Grazie Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/305509/mutandoni.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/36150/mutandoni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un lucchese che ringrazia un viareggino non s'era ancora visto, specie a meno di due mesi dal Carnevale dei rioni... Ma anche il sacrosanto campanilismo dei toscani cede di fronte agli effetti a cascata della formula Lippi. Siamo i campioni del mondo e per capire cosa vuol dire vale meglio una girata trans-sahariana che una nottata al Circo massimo tra le urla dei tifosi in delirio, la coppa e la dislessia di Totti. In Paesi come il Mali, dove quando gioca il Milan i quartieri di terra battuta a Bamako sono deserti, centinaia di braccia raccolte davanti ai pochi televisori accesi, pronte ad esplodere in riti tribali ed assalti alla piazza per un gol o una semifinale, altro che rivoluzione e presa della Bastiglia... In Paesi come il Senegal dove essere alla moda significa essenzialmente avere una maglia a maniche corte di Ronaldino o Del Piero... In Paesi come il Marocco, dove in ogni quartiere c'è un bar per i tifosi del Barcelona e un altro per quelli del Real Madrid, e le botte dopo il derby... In Paesi come la Tunisia, dove il calcio è talmente seguito che la maggior parte dei clandestini prende la via del mare durante i &lt;em&gt;match&lt;/em&gt; di finale della Coppa d'Africa, perchè nessun agente della Guardia Costiera staccherà gli occhi un munito dal campo di gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti questi Paesi, e persino nella bigotta e conservatrice Mauritania, se sei italiano ti senti l'uomo giusto nel posto giusto. Incontri uno con la tuta dell'Italia, gli dici Materazzi, e quello fa il verso della testata di Zidane, inizia a ridere e ti offre un caffè. Alla frontiera di Rosso, tra il Senegal e la Mauritania, non si sono nemmeno accorti che avevo il visto scaduto da una settimana, intenti a ricordare la rosa vincente degli undici. Ieri sera ho scroccato la cena a Sfax. All'inizio pensavano fossi egiziano, poi mi sono incespicato con la lingua e mi hanno dato del francese. Quando ho detto loro che la Francia era stata cancellata dalla mappa dell'Europa, sono iniziati i bis. Dopo due antipasti, tre piatti di spaghetti al pomodoro e una trinca di sette etti, fortunatamente si sono fermati. Insistendo che non pagassi e che facessi finta di niente quando arrivava il proprietario a ritirare la cassa. Ovviamente non c'è stato bisogno di farselo ripetere due volte...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia ce la farà. Paese di furbi e di scaltri, musicanti, mercanti, poeti, cuochi, artigiani, artisti e navigatori, siamo i più simpatici nel mondo. Tutti ce l'hanno con Bush, con Putin, con Israele, con Zidane, con Blaire, con le suocere, ma gli italiani sono &lt;em&gt;marhaban bikum&lt;/em&gt;, benvenuti. Specie in Tunisia dove una persona su tre ha passato un po' di anni al di là del Canale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche il sottoscritto ce la farà. Ad esempio a parlare l'arabo. Il mio livello migliora di giorno in giorno. Ieri ho scoperto con piacere come chiedere "per favore avete un bagno", constatando, con un po' meno di piacere, che finora chiedevo "per favore ho il bagno?"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto da Mahdia, dove esiste il cimitero più bello del mondo, di bianche lapidi incise di arabeschi, sullo sfondo dell'antica madina, lungo il viale di pietre che costeggia gli scogli sul mare, tra le rovine dell'antica fortezza e le reti di piccole barche tra pesci e conchiglie la sera al tramonto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116560717002536643?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116560717002536643/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116560717002536643' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116560717002536643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116560717002536643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/grazie-italia.html' title='Grazie Italia'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116526468210941169</id><published>2006-12-04T12:20:00.000-08:00</published><updated>2006-12-08T11:13:31.153-08:00</updated><title type='text'>Olive e susine</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/79953/olive.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/835500/olive.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non che Afef sia esattamente la donna ideale, pero' c'ho pensato tutto il giorno e ci sono solo due ragioni per le quali dieci milioni di tunisini - in particolare cinque milioni di tunisini - resistono allo stato di polizia che tiene in pugno un Paese in cui l'importante è non dire la propria e non frequentare contemporaneamente più di una persona se non al tavolino di un bar parlando ad alta voce. La seconda sono le olive. Deliziose, carnose, verde su nero, lucide, grasse, di olio e di spezie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi vogliamo al terzo posto potremmo citare le spiagge di mare, i paesini di case e terrazze, dipinte all'unisono di bianco e di azzurro, su sfondi di fiori lillà, buganville e limoni, gelsomini ed aranci, cedri ed alloro, tra porticcioli di pesca, caffè turchi e rovine romane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensate che ieri a Sidi bou said, a due passi da Cartage, ho incontrato il cartellonista del villaggio. Ambito mestiere, di quelli come c'erano una volta. Conosce tutti i cartelli della città, dai divieti di sosta alle insegne dei tabaccai. Ha lavorato quindici anni a Sidi bou said, poi se ne é andato in Svizzera. Ogni anno ritorna per ritornare a quei giorni e controlla se gli hanno staccato i pannelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116526468210941169?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116526468210941169/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116526468210941169' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116526468210941169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116526468210941169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/olive-e-susine.html' title='Olive e susine'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116505465985734490</id><published>2006-12-02T02:08:00.000-08:00</published><updated>2006-12-02T02:22:24.370-08:00</updated><title type='text'>Un clandestino come pochi</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/867961/ibn.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/248949/ibn.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ibn Khaldūn è una specie di Marco Polo tunisino, un pronipote di Erodoto o un antesignano di Kapuscinski. Uno di quegli uomini curiosi e un po’ inquieti che amano assaporare i cinque continenti e mimetizzarsi alla Zelig in altrui lingue e costumi. In realtà il nostro viaggiatore instancabile, classe 1332, apogeo della civiltà araba nel Mediterraneo, si chiamava Walī al-Dīn Abd al-Rahmān ibn Muhammad ibn Muhammad ibn Abī Bakr Muhammad ibn al-Hasan al-Zahramī, Nini per gli amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerato il massimo storico e filosofo del Nordafrica, ma anche un sociologo ante litteram delle società araba, berbera e persiana. Ha introdotto la nozione di una storia ciclica e profana. Ovvero di un alternarsi di alti e bassi, conquiste e decadenze, basato su fattori sociali anziché divine scritture, come la tendenza ad indebolirsi delle generazioni sedentarizzate, tascinate in un ciclo inesorabile di decadenza ad opera della ricchezza e dal modo di vita urbano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ibn Khaldūn era un uomo politico, cortigiano e ministro, al servizio uno dopo l'altro degli Hafsidi tunisini, dei Merinidi di Bugia e di Fez in Marocco, degli Abdelwadidi di Tlemcen in Algeria, del Sultano di Granada in Spagna e di quello d'Egitto. Fu anche ambasciatore presso il re di Castiglia, Pietro il Crudele, ed il temibile re dei mongoli Timur Lang (Tamerlano), che reggeva sul regno conquistato da Gengis Khan nell'attuale Uzbekistan, Afghanistan ed Iran. Fosse stato una donna probabilmente tutti questi contatti non gli avrebbero valso esattamente la nomea di filosofo... In compenso i diversi sovrani, impressionati dalle sue grandi capacità e dalla sua grande cultura, gli perdonarono a più riprese capricci e tradimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ibn Khaldūn proveniva da una famiglia di notabili originari dell' Andalusia, i Banū Khaldūn. Addirittura conosce la sua genealogia fino dagli anni dell’higra, ovvero gli anni in cui il profeta Muhammad lascio’ Mecca per i casini che aveva scatenato e si trasferi’ a Medina, dove pero’ nel giro di qualche anno ne avrebbe combinate ancora di più grosse, sparando a zero sulla società dei suoi conterranei e sul culto delle pietre. Ibn dice che la sua famiglia è yemenita dell'Hadramawt, convertita all'Islam nell'anno 10 dell'Higra e trasferita in Andalusia agli inizi della conquista islamica per poi emigrare in Nordafrica all’inizio della Reconquista dei re cattolici spagnoli (intorno alla metà del XIII secolo). Alcuni membri della famiglia ricoprirono incarichi politici sotto gli Hafsidi in Tunisia, ma il padre e il nonno di Ibn Khaldūn si tennero alla larga dal trono e aderirono ad una confraternita mistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ibn Khaldūn studio’ il Corano, la grammatica araba, il diritto islamico, Hadith e giurisprudenza (fiqh). Il mistico, matematico e filosofo al-Ābilī lo introdusse alla matematica, alla logica e alla filosofia, nell'ambito della quale studiò soprattutto le opere di Averroè, Avicenna, al-Razī e al-Tusī. All'età di 17 anni Ibn Khaldūn perse entrambi i genitori di peste, la "peste nera", tipo quella dei Promessi sposi per intendersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carriera di Ibn Khaldūn lo vide ora in carcere, ora nelle più alte cariche, ora in esilio, ma sempre in giro per il Mediterraneo e l'Asia, in cerca di note per i suoi libri di storia e filosofia. Oggi se ne sta seduto su un marmo in viale Bourquiba, la testa su un gomito, guardare pensieroso i grattacieli di Tunisi, mentre piove sui binari di ferro dei tram.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116505465985734490?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116505465985734490/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116505465985734490' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116505465985734490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116505465985734490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/12/un-clandestino-come-pochi.html' title='Un clandestino come pochi'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116481083940578172</id><published>2006-11-29T06:32:00.000-08:00</published><updated>2006-11-29T06:33:59.413-08:00</updated><title type='text'>Marock</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/121630/marock.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/616120/marock.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A Casablanca, un gruppo di giovani delle famiglie marocchine più ricche, vengono colti nel passaggio all'età adulta, appena prima dell'esame di maturità. Giovani e spensierati, riempiono la loro esistenza di corse su automobili saettanti, amicizie, primi amori, musica a tutto volume, la trasgressione dell'alcool e l'angoscia di dover crescere. Una di loro, Rita, ha 17 anni e un carattere forte e contestatore, contrario alle tradizioni del suo paese che le sembrano costringerla in un giogo. Vivendo la sua prima storia d'amore, si trova dinanzi ai luoghi comuni, alle contraddizioni della sua classe sociale e ai valori tradizionali che secondo suo nonno dovrebbero essere rispettati rigidamente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da scaricare e guardare, se non altro per il titolo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116481083940578172?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116481083940578172/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116481083940578172' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116481083940578172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116481083940578172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/11/marock.html' title='Marock'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116474612819253791</id><published>2006-11-28T12:03:00.000-08:00</published><updated>2006-11-28T12:35:28.336-08:00</updated><title type='text'>Tagin alla griglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/1600/tagin.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/320/tagin.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si chiama Petit bouffet ma è il migliore ristorante di Nador, mare Mediterraneo, a due chilometri da Melilla, sotto l'ombra benevola delle montagne del Gourougou, nelle terra delle clementine e dell'hashish. Credevo di aver toccato l'apoteosi dei sensi con il tagin d'agnello in salsa agrodolce di prugne a Marrakesh, mi sono ricreduto dopo il pranzo di oggi. Sempre carne di agnello, tenera come il migliore bollito, con piselli e prezzemolo tritato, bagnata di una salsina di zafferano, carote, pomodorini, patate curry e cipolla. Delizioso. Il petit bouffet, che si trova proprio dietro la stazione degli autobus per Casablanca, ha un solo difetto. L'architetto che ha disegnato il soppalco non doveva proprio essere una cima. Fattosta che al primo piano il soffitto è ad altezza dei clienti seduti... Insomma un metro e quarantacinque da superare carponi fino alla porticina del bagno. Sorpresa. Si scende a un metro e trenta. Fare pipi' nella turca è davvero complicato restando in piedi. Dopo avere inarcato le gambe gobbi e proni in avanti, lo sguardo a terra, si rischia di sciacquarsi la faccia. Un pronto riflesso aiuta a deviare la traiettoria del gitto, ma nello stesso momento si subisce un attacco dal basso. E' lo scarico del lavandino della cucina a fianco, un getto d'acqua, sapone e avanzi dei piatti che inonda il pavimento a fontana, esattamente sul piede sinistro. Superata anche la seconda prova esco dal bagno soddisfato. Ma appena alzo la testa la sbatto nel soffitto e mentre conto gli accidenti tergiversando sulla porta un vecchio mi fa dei gestacci con una mano, mugolando mentre con l'altra si tappa la bocca. Gli dico due o tre volte che non ho capito se puo' ripetere. Quello insiste con la pantomima. Poi mi da una spinta. Faccio per dargli una pedata ma mi accorgo che è già piegato a terra e vomita mentre lo scarico del lavandino gli riempie le scarpe...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno in strada. Un emigrato marocchino di ritorno ha aperto una simpatica Pizzeria La Topa... Prendo il taxi per Melilla, una piccola città ex colonia spagnola, appesa da una griglia al territorio di Madrid. Esempio dell'intelligenza dell'uomo moderno. Dopo che 17 persone l'anno scorso sono morte ammazzate dagli spari dell'esercito marocchino mentre tentavano di scavalcare la barriera che separa il Paese dalla punta spagnola del promontorio lungo i 12 km di confine, Madrid si è applicata. A distanza di sette otto metri una dall'altra corrono parallele due reti metalliche alte 6 metri. Gli spagnoli la chiamano alambrada, i francesi grillage, gli africani sticazzi. In cima una molla esagerata collega una rete a L alla struttura. Quando lo sfortunato arrampicatore si aggrappa al lato corto della L, quella si gira e il lato lungo della L si trova sulla testa del poveretto appeso a 6 metri che a quel punto o si lascia cadere o pigia reset. I migliori pero' possono passare. Per loro una barriera di tre metri corre in mezzo al corridoio tra le due. Tra la prima barriera e quella intermedia sono tesi un labirinto di cavi d'acciaio in cui rimanere intrappolati e farsi male. I cavi sono collegati a dei sensori che fanno scattare l'allarme. Conseguentemente speciali irrigatori iniziano a spruzzare in faccia al visitatore acqua e peperoncino mentre fari abbaglianti lo accecano. Ma se quello è proprio forte si rialza e supera anche la seconda barriera di tre metri, di nuovo con il gioco della L. A quel punto rimane l'ultima di 6 metri. Qui non c'è la L ma un rotolo di filo spinato da una parte e dall'altra, di un raggio di un metro. Di quelli che ci lasci i primi sei strati di epidermide. Se a traversare è superman e ce la fa e non si rompe le gambe cadendo dai sei metri e non rimane incastrato nel filo spinato, una volta a terra è raggiunto dalle pattuglie della Guardia Civil, che lo accompagnano alla porta e lo fanno riuscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' davvero incredibile la funzionalità delle strutture spagnole!!! Pensate, tanto per dire, che a Melilla i semafori dei pedoni hanno i secondi. Il verde dura 47 secondi, il rosso 53. E' fighissimo. Perchè quando è rosso fai il conto alla rovescia, ai meno 5 ti metti sui blocchi e poi parti. Poi pero' siccome sai i secondi che ti puoi giocare, tergiversi un po'. Tipo fai finta di legarti le scarpe a 60 centimetri dal paraurti di uno Scania in prima fila. Oppure ritorni indietro perchè ti sei scordato una cosa. Insomma te la puoi giocare fino ai meno 3. La differenza tra Melilla e Nador si vede molto. Ti accorgi subito di essere in Europa. Primo non ci sono scritte in arabo, secondo i tavolini sono dentro i bar e non fuori. Terzo per strada ci sono solo le macchine e non la gente. Terzo ci sono i cani e sono al guinzaglio. Quarto c'é gente che fa footing. Quinto non ci sono internet point e parabole. Sesto negli alimentari ci sono i salami e il prosciutto. Settimo le macchine si fermano quando attraversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani vado a Casa... blanca... GRAZIE a tutti quelli che mi hanno dato una mano! Non rivedrete mai piu' i vostri soldi... scherzo!!! A presto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116474612819253791?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116474612819253791/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116474612819253791' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116474612819253791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116474612819253791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/11/tagin-alla-griglia.html' title='Tagin alla griglia'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116448683493231778</id><published>2006-11-25T12:05:00.000-08:00</published><updated>2006-11-25T12:33:55.000-08:00</updated><title type='text'>Invitato speciale</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/400059/wu_senegal_big.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="224" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/707148/wu_senegal_big.jpg" width="310" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il momento tanto atteso è arrivato. Da un lato le gomme finite scrivendo chilometri e storie da Saint Louis a Bamako, da Dakar a Rabat, da Oujda a Laayoun, da Gao a Nouadhibou e poi Nuoakchott e Nioro... Dall'altro le strade di Tunisi, Sfax, Evros ed Istanbul che a gran voce reclamano anche loro una pagina e pure a colori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vostro inviato speciale stavolta non scherza e vi rende partecipi della sua momentanea bancarotta. Vi scrivo da Oujda. Frontiera Marocco e Algeria, dove sono arrivato in treno stamani e dove mi tratterro' tre giorni tra Nador e Barkan in cerca di ritratti migranti tra il deserto e il mare. Mercoledi' la Nigeria mi aspetta a Casablanca per l'ultimo appuntamento marocchino, dopodiché inizia la salita. Ovvero un aereo per la Tunisia in discesa libera fino al confine con la Libia e l'Algeria, dove dovrei recuperare uno dei miei colleghi che ha fatto per me il viaggio in Algeria, l'altro è stato arrestato, &lt;em&gt;mea culpa&lt;/em&gt;... poi vi racconto... E infine la Grecia, per affacciarsi sulla Turchia, Smirne e Istanbul. Poi un buon ritorno, fine dicembre, perchè a un certo punto della sua incompletezza ogni opera ha bisogno di una sosta e uno stomaco dei suoi spaghetti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dire... con me non ho più un euro. E non perché ho cambiato tutto in dirham, ma perchè ho pagato i 4 euro dell'albergo questa mattina e domani cerchero' una scusa credibile, magari fingendo un attacco epilettico o girando nudo nella casbah gridando che mi hanno derubato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, se volete evitarmi figure del genere, forse potreste venirmi incontro... D'altronde gli amici si vedono nel momento del bisogno... e qui parlo degli amici, non dei lettori per caso... Ho preventivato una spesa di 1.500 euro per le altre due tappe del viaggio reportage. Mi serve un prestito. Siete tanti. Cosi' mi son detto che se ognuno di voi mi anticipasse un 50 o 100 euro, o anche duemila... insieme fanno abbastanza. Una volta tornato i soldi rientrano, garantiti, nel giro di qualche mese, il tempo di vendere reportage e lavare piatti... Dura la vita di un free lance, specie quando hai avuto poco più di 36 ore per organizzare un viaggio che dura da circa due mesi. Conto su di voi!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi puo' darmi una mano mi scrive una mail e gli do' tutti gli estremi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli altri portano due bottiglie alla prossima cena a Roma da me!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116448683493231778?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116448683493231778/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116448683493231778' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116448683493231778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116448683493231778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/11/invitato-speciale.html' title='Invitato speciale'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116412910560989553</id><published>2006-11-21T08:22:00.000-08:00</published><updated>2006-11-21T09:11:45.730-08:00</updated><title type='text'>Ventimila leghe sui somari</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/1600/818343/flash.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7379/2048/320/333352/flash.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Tremila chilometri in tre giorni e due notti. Peugeot rottamate, piroghe, mercedes e grandi autobus. Non male. Le prime ore sul Peugeot si confondono con le ombre del sonno, arrivare a Rosso da Dakar è abbastanza facile. Serve come periodo di defaticamento per la prima prova della gimcana. Rosso. Frontiera Senegal Mauritania. In teoria basta traversare i cinquecento metri del fiume Senegal, ma in pratica si tratta di uscire indenni dai cento metri di passeggiata prima dell'imbarco alla piroghe. Uomini incazzati che si presentano come commissari pretendendo un deposito cauzionale prima dell'imbarco. Bonari pesci di fiume che docili chiedono improponibili cifre per montare in piroga, manco fosse una gondola in laguna. E poi il cambio della moneta in oughiyya, che se non conosci bene il prezzo devi tirare a cogliere provando a indovinare quanto ti stiano fregando. Una volta partito il motore pensi che tutto vada bene, ma a metà traversata c'è da cambiare piroga, la nostra fa acqua. Nel frattempo le onde del battello che fa sponda tra le rive rischiano di farci scoprire l'ultima frontiera...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente dall'altro lato c'è Abid, figlio della diaspora palestinese, che mi accoglie nella sua bettola per poche lire, giusto il tempo di far riprendere una forma semirotonda al mio di dietro prima della mattina ripartire. Nouakchott, Nouadhibou. Dieci ore in quattro sul retro di un Mercedes 190, quanto basta per attraversare la Mauritania e iniziare a dubitare di poggiare le chiappe sul sedile anche quando sei in piedi e cammini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Nouadhibou, Mauritania del nord, c'è un camioncino di legumi, che in realtà trasporta sigarette di contrabbando tra la Mauritania e il Marocco. Una carcassa verde su un numero imprecisato di ruote. Sul camioncino non si sta male, ma raggiunta la velocità massima di sessantacinque chilometri orari il motore sembra pronto ad esplodere o a decollare... nessuna delle ipotesi è incoraggiante, e gli strilli mauritani che escono dalle casse arrangiate di un impianto stereo ricavato da un frullatore Beghelli, sembrano ricordartelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla frontiera marocchina la dogana sequestra tutte le sigarette allo chauffeur, tranne quelle che di cui mi sono impropriamente impossessato, durante un colpo di sonno dell'autista, prima di risvegliarlo... Finalmente arriviamo allo svincolo per Dakhla, a mezzanotte, io scendo dal camioncino. Mi avvicino alla Gendarmerie, che controlla tutti i veicoli di passaggio, e inizio a distribuire sigarette alle divise, cantando Forza roma forza lupi ed elogiando in arabo le note e apprezzate doti calcistiche di Totti al mondiale. Poco dopo costringono un taxi a prendermi a bordo, con lo sconto, è un amico...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo i cinquecento chilometri di notte sul taxi, stavolta davanti pero', in due su un sedile... arrivo a Laayoun alle sei del mattino, poco dopo di nuovo sul bus, stavolta direzione Rabat, milletrecento chilometri, venti ore. Ho talmente sonno che mi addormento sulle scalette dell'autobus. Le urla della gente in fila mi risvegliano e mi danno le forze per trascinarmi sul primo sedile e incollare la faccia al finestrino, sbavando. Per almeno tre volte una botta in faccia mi sveglia. Sono i militari dei check point che mi chiedono il passaporto. In risposta sbadiglio, mi asciugo la bava e con la stessa mano presento il biglietto pacciugato. Non il biglietto il passaporto, risponde ogni volta seccato il brigadiere. Ma mi deve dare un'altra botta perchè mi sono addormentato di nuovo. Poi al controllo successivo scopro che ho ancora il passaporto in tasca nella camicia, si vede che dopo avermi registrato è stato tanto gentile da risalire sul bus e rimetterlo nel mio taschino senza schiaffeggiarmi per la terza volta...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso sono a Rabat. Domani torno a Casablanca per una conferenza stampa con i migranti e poi faccio un giro qui in zona. Molti continuano a chiedermi notizie sulle mie finanze. Tranquilli gli dico, ho ancora 65 euro, che meno i 2 euro della connessione che sto spendendo fanno 63. Ovvero alcuni giorni. In realtà devo ancora capire l'evolversi delle prossime tappe, visto che l'Algeria continua a dirmi che per il visto devo tornare in Italia. E poi ho un problema con un uomo della ciurma. Insomma restate sintonizzati e nelle prossime puntate scoprirete come è andata a finire...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116412910560989553?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116412910560989553/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116412910560989553' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116412910560989553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116412910560989553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/11/ventimila-leghe-sui-somari.html' title='Ventimila leghe sui somari'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116344162389635235</id><published>2006-11-13T10:04:00.000-08:00</published><updated>2006-11-13T10:13:43.956-08:00</updated><title type='text'>Permesso?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/1600/permesso.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 114px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" height="281" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/320/permesso.jpg" width="182" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dimenticavo una cosa... strada facendo mi sto preoccupando di &lt;em&gt;garder les contacts&lt;/em&gt;, come si dice, per potere domani proporvi pacchetti di viaggio in stile agriturismo a sud del &lt;em&gt;sahara&lt;/em&gt;. Le promozioni 2007 della nascitura ventura agenzia sono Camerun e Senegal. Tournée organizzate lungo i percorsi storici, artistici e naturalistici dei paesi, ma attenti soprattutto al polleggio, alla buona cucina, alla musica, alle tradizioni e alle relazioni... Partenza in gruppi di 10 al massimo 15 persone, sistemazione in brandina presso le famiglie, sia in città che nei villaggi a prezzi stracciati. Un ottimo modo per conoscere da vicino Paesi lontani, accompagnati da amici del posto, con programmi &lt;em&gt;iper &lt;/em&gt;elastici e in un clima familiare e decisamente poco turistico...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116344162389635235?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116344162389635235/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116344162389635235' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116344162389635235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116344162389635235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/11/permesso.html' title='Permesso?'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116343994771225172</id><published>2006-11-13T09:20:00.000-08:00</published><updated>2006-11-13T09:56:33.056-08:00</updated><title type='text'>Baobab e piroghe</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/1600/sudbaob.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/320/sudbaob.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Bella la foto eh!? Modestamente a parte non l'ho fatta io, spero solo che il fotografo non se la prenda con me ma con &lt;em&gt;google&lt;/em&gt;... Il baobab è proprio come nella foto, proprio come nei disegni sulla versione per bambini del piccolo principe. Buffo. Sono alberi solitari, di poche parole, spuntano come funghi qua e là nella &lt;em&gt;brouce&lt;/em&gt;, tra un villaggio e l'altro lungo la rete di strade asfaltate costellate di vecchi camion in panne, &lt;em&gt;cars rapides&lt;/em&gt;, montagne di cocomeri geneticamente modificati - sono troppo grossi... - e bancarelle di donne e bambini con un frutto stranissimo. Si chiama &lt;em&gt;rogni'&lt;/em&gt; o qualcosa del genere. E' una specie di noce di quindici centimetri di diametro, coperta da una buccia verde, in grappoli di trenta o quaranta noci per altrettanti chili, appesi in vetta alle palme. Tagliando la capoccia si aprono tre forellini: l'ingresso delle tre saccoccie del frutto legnoso, piene di gelatina e succhi dolci, da scavare con il cucchiaino e ciucciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne ho mangiati due proprio ieri, a Saint Louis, l'ultimo porto a nord del Senegal, costruito su un fazzoletto di sabbia tra il fiume Senegal e l'Oceano atlantico. Ieri abbiamo organizzato un incontro con dei miei coetanei senegalesi, tutti rimpatriati dalle Canarie, via aereo. Erano partiti in piroga, niente po' po' di meno che dalla Guinea Conakry, che per chi non conosce la geografia é bello lontano... Poi siamo andati a fare il bagno in mare insieme a Monti, lo zio di Claude, che mi ospita. Che poi si chiama Monti per via del papà adottivo, un napoletano freddato anni fa dalla camorra insieme ai tre figli. Dicevo. Tramonto di sale. Scende la notte e le piroghe escono in acqua a pescare. Venti, trenta metri di legno. Rosso, bianco, giallo, verde, &lt;em&gt;alhamdoulillahi&lt;/em&gt;, il nome del proprietario, gli occhi della nave e i tribali della buona fortuna. La stessa fortuna che mi serve domani mattina in ambasciata. Incrociate le dita. &lt;em&gt;Merci&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116343994771225172?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116343994771225172/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116343994771225172' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116343994771225172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116343994771225172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/11/baobab-e-piroghe.html' title='Baobab e piroghe'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116315819746213831</id><published>2006-11-10T03:15:00.000-08:00</published><updated>2006-11-10T03:29:57.976-08:00</updated><title type='text'>Maremma bischera</title><content type='html'>Oh un lo sapevo io! accidenti a serpenti! giusto l'altro ieri volevo scrivere un post sul blog con la foto del marabu che ero stato a trovare a Bamako, in mezzo a cinturini magici di pelle, teste di montone e un ricettario di erbe e di semi in casseruole di legno di ebano e pietra, accanto alla scorta di nescafé e al lettore portatile di cd. Ma visto che il computer non andava ho ben pensato di cancellare alcuni file dalla scheda della macchina fotografica e invece li ho cancellati dalla chiavetta usb, insomma... non potro' mai mostrarvi questo cimelio turistico... e il blog resterà senza foto fino a contrordine...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero almeno che il marabu mi porti fortuna per le prossime tappe di un viaggio che anziché perdere velocità fino a fermarsi sembra partire ogni giorno per una tangente della rotta...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanotte  sono arrivato a Dakar, fortificato dopo tre giorni a Gao, nel nord del Mali, alle porte del Sahara. Quarantasette gradi dalle otto del mattino alle sei di sera e circa dodici litri di &lt;em&gt;lait glacé&lt;/em&gt;, una specie di latte acido con zucchero semi congelato in comodi sacchettini di &lt;em&gt;nylon&lt;/em&gt; stile biberon post moderno. Per piacere incrociate le dita tutto il pomeriggio, c'è una possibilità su un milione e trecentosessantacinque che l'ambasciata algerina mi rilasci il visto. Altrimenti mi tocca far tappa in Italia e poi scender di nuovo... in tal caso scatta l'operazione cena!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto wolof, vado dallo zio di Claude, mi aspetta a casa, domani gita a Saint Louis...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116315819746213831?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116315819746213831/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116315819746213831' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116315819746213831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116315819746213831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/11/maremma-bischera.html' title='Maremma bischera'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116187209720448842</id><published>2006-10-26T06:41:00.000-07:00</published><updated>2006-10-26T07:14:57.270-07:00</updated><title type='text'>Taxi driver</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/1600/Photo%20032.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/320/Photo%20032.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una volta ero a Napoli, era il febbraio del 2002, stavo passeggiando, di sera, e per sbaglio mi fermai a guardare, lungo un marciapiede, il panorama. Dopo poco due aitanti camerieri mi tiravano per la camicia uno da una parte e uno dall'altra. Ognuno voleva portarmi alla sua pizzeria e litigavano in dialetto tra loro, su chi mi avesse visto per primo. Rimasi stupito, soprattutto perchè avevo già mangiato, ma pensai fosse solo il folclore partenopeo... Anche i mauritani hanno il loro folclore... Stazione dei taxi di Nouadhibou, che poi vuol dire cinque o sei macchine parcheggiate sulla sabbia ai bordi della strada, le goudron. Sono le tre del pomeriggio di ieri e io scendo dal mio taxi e mi dirigo verso il mucchio... Bastano pochi minuti per ritrovarmi sollevato da terra, tenuto a braccetto da un ragno di braccia e di volti coperti dai turbanti. Sono i procacciatori di clienti dei tassisti, qui si parte solo a macchina piena e chi aiuta a caricare ha una percentuale. Fesso bianco vale doppio. Alla fine riesco a spuntarla per 4mila Oughiyya anzichè le solite 3mila, circa 12 euro per 500 km, si puo' fare. La mercedes 190 parte dopo due ore, nell'attesa inizio a chiedermi perchè non ho preso l'aereo... Dopo che decine di persone hanno consegnato all'autista la posta da consegnare a Nouadhibou a una serie di anonime auto all'ingresso della capitale - altro che Posta prioritaria - finalmente partiamo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sette dentro un'auto non è il massimo. Dietro siamo in quattro, dopo due ore perdo la sensibilità alle gambe. Viaggiamo a una media di 140 chilometri all'ora, i finestrini spalancati e le tuniche di lino dei passeggeri che svolazzano finendo per interminabili secondi in faccia all'autista... La leva del cambio è scomparsa sotto le vesti. Viaggiamo su un'autostrada in mezzo al deserto, lungo la costa, il vento solleva folate di sabbia che attraversano strisciando l'asfalto. Si avvicina il tramonto. Un vecchissimo camion caricato per metri e metri d'altezza, oltre ogni limite dell'immaginazione, ci fa segno di sorpassarlo. Il motore è al massimo ma l'autocarro prende in pieno una pozzanghera di sabbia che ci interra dai finestrini. La strada scompare, la coppia di ruote a sinistra affonda nella sabbia fuori dall'asfalto, ma dopo alcune manovre rientriamo in pista, mandiamo a cagare l'autista all'unisono e ci fermiamo a pregare. Mentre i fantastici sei si piegano rivolti alle dune, passeggiando osservo la notte che cala veloce... è allora che scopro che abbiamo un solo fanale, e perdipiu' quello destro... l'altro è spento e coperto di nastro adesivo marrone. Decido che è meglio provare a dormire, ma con il vecchio al mio fianco che canta le nenie coraniche e sputa dal finestrino ogni due per tre non è cosa da poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo alcune ore arriviamo a Nouackchott. Sono le dieci di sera e il capolinea è in un quartiere di sabbia e lamiere tra i lumicini delle botteghe. Che dire, sono solo 500 km e di asfalto pure. Per arrivare a Bamako me ne mancano circa il quadruplo, ma almeno la metà è fuoristrada!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116187209720448842?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116187209720448842/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116187209720448842' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116187209720448842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116187209720448842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/10/taxi-driver.html' title='Taxi driver'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116164454118489602</id><published>2006-10-23T15:42:00.000-07:00</published><updated>2006-10-23T16:02:21.230-07:00</updated><title type='text'>Uno, nessuno centomila</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/1600/images.1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 117px; CURSOR: hand; HEIGHT: 84px" height="113" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/320/images.1.jpg" width="141" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Paese che vai, auto che trovi. Questo post è dedicato ad Andrea Bertilacchi, un uomo che ha fatto del culto dell'auto la propria ragione di vita, al limite dell'autismo - per l'appunto - negli anni in cui mi frequentava... Per capire che hai varcato la frontiera qui basta guardare le tribù dell'asfalto... Gli asini e i muli sono sempre gli stessi, come pure le bastonate che si prendono nel groppone ogni sessanta metri, tanto per segnare il ritmo... In Marocco per strada giravano praticamente solo Fiat Uno e Palio, due auto scomparse nel Vecchio continente, la seconda per morte prematura... Sono il popolo dei petit taxi, li usano per girare all'interno di una città e caricano fino a sette persone autista compreso. A produrle è una fabbrica del Lingotto in Marocco, sono nuove di pacca, te le danno anche all'autonoleggio! trenta euro al di'. Per i grandi spostamenti invece sono di moda i grand taxi, ovvero mercedes molleggiati dopo centinaia di migliaia di chilometri sulle buche. Da non dimenticare la vecchia generazione di Renault 18, in via d'estinzione dopo la decolonizzazione e l'avvento della Uno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Mauritania la situazione è diversa e segna il passo di epoche differenti. Le auto del passato sono targate Renault 12. I vecchi taxi sono verde pisello e rigorosamente viaggiano con il cofano aperto e uno o più paraurti penzoloni. Difficilmente hanno più di un fanale acceso la sera e al posto degli stop dei simpatici cartoncini dipinti di rosso. Alcuni poi viaggiano per chilometri con le gomme a terra, sul cerchione, quando ci saranno i soldi la porteranno a riparare. Intanto ci si arrangia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Sto ricevendo un sacco di messaggi di solidarietà per il mio biglietto di ritorno! Fa molto Trenta ore per la vita e me ne rallegro... Ma era solo la solita bufala... Credetemi, se rimango senza soldi mica torno!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116164454118489602?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116164454118489602/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116164454118489602' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116164454118489602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116164454118489602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/10/uno-nessuno-centomila.html' title='Uno, nessuno centomila'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116145379664619910</id><published>2006-10-21T10:54:00.000-07:00</published><updated>2006-10-21T11:03:16.666-07:00</updated><title type='text'>Guardie e ladri</title><content type='html'>Nouadhibou, un mucchio di case di bozze e cemento su strade sterrate a mirare lagune di mare su montagne di sabbia e saline. Siamo a pochi chilometri dalla frontiera col Marocco ma arrivarci è un'impresa. Da Laayoun sono circa mille chilometri, in sette su un taxi, con due donne isteriche e uno chaffeur sonnolento che un paio di volte ci ha fatto ripensare ai migliori anni della nostra vita. A Dakhla, cinquecento chilometri da Laayoun, siamo arrivati alle tre di notte e abbiamo passato un ora nel deserto a fianco di stanchi gendarmi della Corona marocchina, in mezzo a una nube di stelle e umidità, aspettando qualche camionista diretto in Mauritania. Dopo un'ora e mezzo è arrivato un personaggio calato dalla scenografia di qualche commedia dell'assurdo. Un ciccione baffuto sopra un uovo su quattro ruote, un Isuzu, che regalando centinaia di scatolette di tè verde cinese ad ogni soldato ci ha fatto passare senza problemi la frontiera tra Marocco e Mauritania, lungo una pista sterrata in mezzo a campi minati e garage all'aria aperta in una terra di nessuno, dove vengono "immatricolate" decine di mercedes classe S rubate in Italia e rivendute per poche migliaia di euro a Nouakchott. Qui sono con un amico marocchino in viaggio con un'associazione francese. Adesso vado a cercare i miei contatti in città, prima dell'ora del futur che anche stasera, al tramonto, romperà il digiuno del ramadan&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116145379664619910?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116145379664619910/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116145379664619910' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116145379664619910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116145379664619910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/10/guardie-e-ladri.html' title='Guardie e ladri'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116121460878319252</id><published>2006-10-18T16:15:00.000-07:00</published><updated>2006-10-18T16:36:48.840-07:00</updated><title type='text'>Il Piccolo principe a Tarfaya</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/1600/tarfaya01.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/320/tarfaya01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tarfaya è una specie di isola, un paesino di non più di tremila anime sospeso tra il Sahara e l'Atlantico, 20 km a nord di Laayoun. Qui le correnti del mare consegnano ai venti alisei le sabbie leggere scavate sui fondali antistanti secondo un rituale che da milioni di anni trasporta le dune lungo una striscia di terra di 20 km tra Tarfaya e Laayoun, alla moderata velocità di 11 metri l'anno. Non siamo venuti a vedere le dune, io e Mohammed, ma per il semplice fatto che Tarfaya è la striscia di terra del Marocco più vicina alle isole Canarie. Da qui partono da dieci anni buona parte delle barche cariche di migranti verso l'arcipelago spagnolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paesino di Tarfaya è separato dal suo porticciolo da un recente muro di pietra e cemento accerchiato dalle sabbie che avanzano come schiuma dal mare. Salendo in cima alle dune si vede a qualche centinaia di metri una pista di sabbia tracciata da due file di grossi pneumatici, proprio di fronte alla rocca Casa Mar (nella foto) costruita nel 1882 dagli Spagnoli, che allora occupavano la costa. Su quelle piste atterrava intorno al 1925 il corriere aereo delle poste francese. Ai comandi dell'aeromobile sedeva Antoine de Saint-Exupery, che due anni dopo, nel 1927 veniva nominato responsabile dello scalo nella allora colonia francese di Cap Lucy. Fu cosi' che il giovane ufficiale curioso incontro' la popolazione locale dei Saharawi, conobbe il mare, il deserto, il silenzio... e scrisse il Piccolo principe!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi di voi ha letto il libro adesso sappia che è anche merito dei Saharawi e della linea di trasporto aereo della posta francese da Toulouse alle Colonie africane attraverso il Marocco, la Mauritania e il Senegal fino a Dakar. Per gli increduli Tarfaya offre anche una visita gratuita al museo Antoine de Saint Exupery. Noi oggi ci siamo capitati per caso, a meno che non crediate nel destino. Questa mattina infatti ha piovuto di brutto. Nel Sahara non accadeva dallo scorso anno... E io che mi vantavo di portare il sole dove arrivavo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116121460878319252?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116121460878319252/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116121460878319252' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116121460878319252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116121460878319252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/10/il-piccolo-principe-tarfaya.html' title='Il Piccolo principe a Tarfaya'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35660968.post-116110915524284897</id><published>2006-10-17T10:40:00.000-07:00</published><updated>2006-10-17T11:19:15.360-07:00</updated><title type='text'>Casablanca, scusate il ritardo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/1600/Photo%20003.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7379/2048/320/Photo%20003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nebbia al mattino, suq di ogni sorta nei vicoli stretti della medina imbiancata, odore di smog e di fritto, lungo le strade affollate di petit taxi che portano al mare. Dar al Baida', Casablanca. Da lontano come un faro si affaccia sulle onde e gli scogli il minareto della possente ma immobile moschea voluta da Hassan II, padre buonanima dell'attuale re del Marocco, Muhammad VI. Con il re si entra presto in confidenza: il suo faccione da curato bonario é appiccicato all'entrata di ogni edificio, dalle cartolerie alle banche, dagli alberghi alle scuole e ai doppi fondi delle infinite bancarelle di abusivi che in strada su carretti di ruote riescono a vendere davvero di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Casa sono arrivato due domeniche fa, l'8 ottobre. Mi sembra una vita fa, in realtà si tratta di 10 giorni, qualche migliaio di chilometri, decine di storie e di sguardi, diversi digiuni &lt;em&gt;religiously correct &lt;/em&gt;e, da quando sono sbarcato nel Sahara occidentale... diversi litri di latte acido di cammella, una specie di bibita allo yogurt da leccarsi i baffi e da noleggiare una batteria di bagni pubblici per le ore successive. I saharawi sono gente pratica. La mattina un paio di litri di latte acido, poi niente fino alle quattro del pomeriggio. Tra il deserto e il mare soltanto datteri e miele, salvo la scorta di proteine prescritta con rigorosa cadenza settimanale: una specie di capricidio &lt;em&gt;una tantum &lt;/em&gt;per ovviare alla mancanza di elettricità, e quindi di un freezer, tra le dune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamo i puntini sulle i pero', e anche sulle &lt;em&gt;ya&lt;/em&gt; visto che qui si parla arabo. Non sono ancora nel deserto! Oggi vi scrivo da Layoun, dove sono arrivato ieri, nel Sahara occidentale occupato dal Marocco. Visto che mi ero promesso di fare il blog, eccolo qua! Nei prossimi giorni cerchero' di recuperare le puntate dei giorni passati per poi rimettermi in pari. Per raccontare di montagne di sabbia, tagin agrodolci di noce di vitella in salsa di prugne sucche, paesini sperduti in mezzo all'Atlante, flotte di Golf targate Torino, tipi barbuti, sciami di antenne paraboliche e splendide donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Elena mi hanno fregato la tua macchina fotografica!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35660968-116110915524284897?l=volacammellovola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://volacammellovola.blogspot.com/feeds/116110915524284897/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35660968&amp;postID=116110915524284897' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116110915524284897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35660968/posts/default/116110915524284897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://volacammellovola.blogspot.com/2006/10/casablanca-scusate-il-ritardo.html' title='Casablanca, scusate il ritardo'/><author><name>gabriele del grande</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_s0lKv3SmsSw/SXJghmCZUeI/AAAAAAAABMY/CC46jgxSq5M/s400/GabrieleMarFondored2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
